Politiche di Destra e politiche di Sinistra in Sardegna.

Il periodo che attraversiamo è critico, una fase economica difficile da gestire e superare, con una politica lontana dalla gente che, seppure fatta di primarie è comunque politica mediatica a favore di un gruppo di potere o di un altro. E’ la politica dove si stenta a capire ciò che è di Destra e di Sinistra, da ciò che è comune ad entrambe. E’ la politica di chi vuole prendere il potere a chi governa giusto per occupare posti di controllo occupati da altri.
Vero è che il pensiero del cittadino, sulle azioni riprovevoli di chi amministra è spesso volto alla critica, sintomatiche sono le segnalazioni in tal senso di abusi, nepotismi e comitati d’affari. A ben guardare però, ci si rende conto che tali segnalazioni hanno nella politica stessa il motore propulsore, la radice del loro essere ed allora mi viene da pensare che nell’imbeccata servita ai cittadini non sia ravvisabile tanto una denuncia di un sistema, quanto un subdolo modo di ricerca del consenso da parte di chi, bramoso di potere vuole sconfiggere il nemico di turno e le sue logiche per instaurarne delle altre del tutto simili, anche in termini di obiettivi, alle presistenti.
Sembrava che la svolta fosse arrivata con il passaggio alla cosiddetta seconda repubblica, invece quest’ultima non ha fatto altro che rafforzare il ruolo dei media nella società, condizionando modi di vedere, abitudini e persino l’economia, il tutto condito da un termine tanto in voga, quanto misterioso: la globalizzazione.

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Leggo sulla stampa dell’arrivo dell’ennesima catena, Ikea. Ed ancora crisi economica, il piccolo commerciante che soccombe, il contadino e l’allevatore che non riescono a far fronte ai loro impegni. Dove stiamo andando?

Facciamo un passo indietro e con un esempio di politica economica cerchiamo di capire cosa si fece in Sardegna negli anni ‘50:
Nel 1946, col secondo governo De Gasperi e Antonio Segni ministro dell’agricoltura, fu emanato un complesso di leggi per realizzare il progetto di riforma agraria. La riforma venne attuata in Sardegna grazie a uno stralcio dal disegno generale e, nel maggio del 51, nasceva l’Etfas, Ente per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna.
I grandi lavori di bonifica
Il progetto prese forma con l’esproprio delle terre incolte, l’esecuzione di vasti e organici piani di colonizzazione e di trasformazione, la creazione di importanti infrastrutture. Ebbero luogo colossali lavori di bonifica. Zone paludose impraticabili furono liberate dagli acquitrini. La realizzazione di dighe, canali, acquedotti e strade diede alle campagne un volto nuovo.
Lavorazione del terreno
Seguirono ovunque lavori di dissodamento e dicioccamento, furono impiantate fasce frangivento e iniziò la messa a coltura delle terre. Una vasta superficie fu impiantata con vigneti, oliveti, agrumeti, frutteti e boschi. I pascoli furono migliorati e si realizzarono seminativi asciutti e irrigui. Oltre 65.000 ettari di terreno erano pronti per essere consegnati ai contadini.
Case rurali, borgate e centri servizio
Un’altra importante serie di opere era costituita dalla rete di infrastrutture essenziali non soltanto alla coltivazione della terra ma anche alla stessa vita dei contadini che vi avrebbero abitato. Nacquero le borgate, centri residenziali dotati dei servizi indispensabili per la vita civile degli assegnatari, con scuole, strade, acquedotti e servizi.
Consegna dei poderi
Con l’assegnazione ai contadini dei poderi derivanti dagli espropri, prendeva forma il progetto di Riforma Agraria. Spesso, nel corso delle numerose manifestazioni organizzate per le assegnazioni, presenziava lo stesso Antonio Segni, autore della riforma, assieme a numerosi rappresentanti del governo.
Assegnatari
Gli assegnatari si insediarono nelle campagne dando vita ad un tessuto sociale rurale fino ad allora poco presente. Ogni assegnatario aveva l’obbligo di coltivare il fondo e doveva dimostrare di essere in grado di produrre quantità minime tali da garantire un reddito per il sostentamento familiare. In ogni caso doveva conseguire rapidamente ogni possibile conoscenza in materia tecnica, di gestione aziendale e di adattamento ad una nuova vita comunitaria.
Attività sociali
La riforma non era conclusa. Numerosi interventi furono effettuati per organizzare nel modo più idoneo la vita aziendale, familiare e collettiva dei nuovi agricoltori. Numerose iniziative, rivolte agli assegnatari e alle loro famiglie, elevarono il livello culturale generale nelle campagne e diedero impulso all’attività produttiva del settore.
Impianti industriali
Nacquero i primi centri di lavorazione industriale dei prodotti agricoli, come gli enopoli di Santa Maria La Palma e di Castiadas o la Centrale del Latte Etfas.

Tanto fermento economico si è rivelato in molti casi vincente e proficuo e tante realtà sono tutt’oggi presenti e potenti.
Non credo che la classe dirigente attuale sia capace di tanto, e non mi sembra di vedere l’arrivo di una nuova classe dirigente foriera di un grande rinascimento, del resto come giustamente qualcuno ha scritto in questo blog “Solo chi ha le idee chiare potrà governare senò non si farà altro che prolungare l’agonia con la presunzione di essere migliori”.

SuperFaust

 

 

 

 

 

 

 

2 Risposte a “Politiche di Destra e politiche di Sinistra in Sardegna.”


  1. 1 semprepeggio

    Il problema di fondo è chiaro: quale che sia l’occupante di turno dei piani alti del potere, questi una volta raggiunto l’obiettivo rimuove tutti i buoni propositi che hanno animato la scalata (diamo per scontato il fatto che siano quanto meno esistiti) e finalizza il suo operato al radicamento dei privilegi acquisiti….
    Provocatoriamente ci sarebbe da chiedersi se le cose sarebbero andate diversamente nel caso in cui all’attività politica, svolta da gente sciente e cosciente, non fosse mai stato riconosciuto alcun indennizzo, neanche il più piccolo rimborso spese…

  2. 2 zuccherino767

    Già! d’accordissimo con semprepeggio.
    Perlomeno, questa è l’impressione che ne abbiamo…l’occasione fa l’uomo ladro. O forse…anche chi parte con i propositi migliori si trova coinvolto in un ingranaggio impossibile da fermare…
    A mio avviso la politica non era mai arrivata così in basso.
    Non è più questione di schieramenti politici, siamo in balìa di una massa di burattini, che forse, prima di governare dovrebbero fare un pò scuola di politica…che disgusto!

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